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Contributi pubblici assegnati 2018.

GENERAZIONI – oltre le visioni dominanti

Ottobre / Novembre 2019

Calendario eventi

 

VENERDI' 22 NOVEMBRE ORE 21:00

Performance LabC " Il corpo prima" di e con Martina Delprete, Teresa Cecchi, Marta Felicori e Lucrezia Rossellini. Ingresso euro 10,00. prenotazione obbligatoria posti limitati.

 

SABATO 23 NOVEMBRE ORE 9:30

  • Saluti e apertura della mattinata con la presidente di Quartiere Marzia Benassi,  la direzione del progetto  Roberta Zerbini e la moderatrice Gloria Fenzi

  • Presentazione del libro a cura dell’autrice Roberta Franchi | Ass. Sentieri Sterrati “Il corpo narrante. Pedagogia dell'agire sportivo”

  • Performance di danza di e con Emma Moruzzi LAbC Selene Centro Studi.

  • Spazio di condivisione (domande, curiosità, osservazioni)

  • Visita guidata al Teatro del ‘700 Sala Diana Franceschi, Villa Mazzacorati

ORE 14:30-16:30  6° appuntamento con il laboratorio poetico di movimento per la cittadinanza condotto da Roberta Zerbini. 

ORE 16:30-18:30  1 °INCONTRO CON IL QI GONG lezione tenuta da Sandra Mulazzani. Gratuita per i partecipanti del mattino.

ORE 21:00 Performance LabC " Il corpo prima" di e con Martina Delprete, Teresa Cecchi, Marta Felicori e Lucrezia Rossellini. Ingresso euro 10,00. prenotazione obbligatoria posti limitati.

 

DOMENICA 24 NOVEMBRE 

ORE 18:00

  • "Altri corpi - Altre visioni" restituzione del percorso del laboratorio di movimento poetico per la comunità condotto da Roberta Zerbini con oltre 16 meravigliosi corpi moventi.

  • Reading poetico a cura dell’ass. Sentieri Sterrati e Dam-Donna Africana Migrante, con Marta May e Dora Assoluala

 

Ingresso GRATUITO, POSTI LIMITATI SI CONSIGLIA LA PRENOTAZIONE con aperitivo a conclusione della tre giorni Sala Diana Franceschi, Villa Mazzacorati

 

Organizzazione e informazioni APS Selene Centro Studi | EKODANZA . Direzione Roberta Zerbini

 

 

Generazioni nasce in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne ed è giunto ormai alla sua terza edizione. Sebbene l’occasione definisca il nocciolo della questione attorno a cui la manifestazione ruota, ogni anno tale questione è declinata in maniera differente. Cerchiamo di cogliere i molteplici aspetti di una problematica mutevole ed urgente, dare voce a temi inerenti alla questione del genere e degli stereotipi, attorno alla quale riteniamo sia necessario interrogarsi con tutti gli strumenti a nostra disposizione, anche quelli artistici e coreutici. Il focus di quest’anno sarà offrire delle visioni altre, diverse da quella dominante, per riquestionare la percezione individuale legata alla parità di genere, ma non solo: infatti questa tematica implica una riflessione anche su altri tipi di marginalità sociale, religiosa e culturale.

La prima “visione altra” che si vuole offrire è di tipo logico-strutturale: è l’inversione della precedenza tra cultura e natura a creare una falla nel ragionamento; ovvero, se l’oggetto del ragionamento è la diversità di ruolo tra uomo e donna, nel segno della imparità, questa viene attribuita a un fattore di diversità naturale e non sociale, come invece è: una differenza naturale sussiste, ed è quella fisica e corporea, ma non da questa dipende la differenziazione nella stratificazione sociale, come invece si sostiene. Lo stesso procedimento di pensiero si realizza in tutti gli altri casi di marginalità, nei quali è sempre l’alibi di chi non sa sostenere le proprie tesi quello di attribuire ogni cosa a una conformazione naturale, invece di riconoscere che il problema sta nell’articolazione culturale, prettamente umana e basata su convinzioni spesso infondate. Queste situazioni diventano con il tempo radicate, tanto da sembrare sempiterne e naturali, quando invece sono creazione umana, umanamente modificabile e rettificabile. Si ritiene che lo scardinamento della visione dominante non avvenga grazie a una negazione di questa stessa visione, una controtesi presentata in maniera frontale. Piuttosto sembra più efficace offrire una visione altra, che sotterraneamente si faccia strada, rimanendo nascosta a volte, forse troppo spesso, ma che dall’interno della visione dominante la corrode e rinnova. Un’azione difficile, che vive nella latenza e i cui risultati, taglienti ed efficaci, emergono solo dopo lungo tempo di incubazione.

Progetto a cura di APS EKODANZA | Selene Centro Studi, con il contributo del Q, Savena, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il patrocinio della Regione Emilia Romagna, la collaborazione delle associazione Sentieri Sterrati, Donne  Africane Migranti e Savena Steps rete di operatori culturali.

Per contatti segreteria@selenecentrostudi.it

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